Mercoledì 26 Gennaio Fabrizio Tavernelli a Radio Sound Ferrara

Mercoledì 26 Gennaio. Presentazione album “Oggetti del Desiderio” e set acustico su Radio Sound Ferrara dalle 21 alle 22 all’interno del programma ZonaRock condotto da Danya.
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Recensione “Oggetti del Desiderio” su I Think Magazine

Il rapporto tra musica e musicista è sempre complicato. È un pò come il rapporto tra due persone che si amano: alle volte si sta bene e si è felici e sembra che quel momento non passerà mai, altre volte si ha la voglia di mollare tutto e di cambiare, di trovare nuovi stimoli… Odio e amore, passione e sconforto, il musicista nella sua carriera prova sempre emozioni contrastanti. Sicuramente Fabrizio Tavernelli sa bene di cosa stiamo parlando. Il suo è un curriculum sterminato, assurdo, incredibile, fatto proprio di amori e di rotture improvvise.

Dalla metà degli anni ottanta, Fabrizio ha realizzato musica new wave, crossover, elettro pop, musica psichedelica e sperimentale, persino musica dance; ha lavorato sotto una sfilza impressionante di etichette e mayors (Sugar, Dischi del Mulo, Polygram, Baracca&Burattini, Snowdonia, Small Voices, Edel, Bagana, Sony, MantraVibes), ha militato in tantissime formazioni ed in molteplici progetti (En Manque D’Autre, Afa, Groove Safari, Duozero, Roots Connection, Babel, Ajello).

Alla fine però, dopo una serie di amanti e avventure, anche il Casanova più incallito cerca la tranquillità, la quiete della famiglia e la pace della monogamia. Ed è cosi che il nostro Fabrizio ha deciso di lanciare, in questo 2011, un nuovo lavoro: un lavoro intimo, privato e passionale, un lavoro che si può definire cantautorale nel senso pieno e vivo del termine. Nel suo Oggetti Del Desiderio, Tavernelli racconta, narra e canta il nostro mondo, la nostra Italia, e lo fa senza peli sulla lingua, con grande mestiere ed esperienza proprio come è lecito aspettarsi da uno come lui che ha fatto la storia della musica indipendente nostrana.

Il lavoro si apre con un’ottima traccia, Compagnia Telefonica, che narra un aspetto ormai quotidiano per ogni italiano: la chiamata dal call-center della compagnia telefonica. Nessuno ci chiama per sentire se stiamo bene, per cercare contatto umano… siamo contatti solo per fini economici. Dialogo e comunicazione finalizzati ad un solo ed unico scopo: il lucro. Il testo è scanzonato, alle volte fa sorridere ma allo stesso tempo ci fa domandare se ci sia davvero da ridere di fronte a tutto questo e a quello che c’è dietro il mondo dei call-center: precarizzazione del lavoro, sfruttamento, concorrenza spietata… Musicalmente la traccia di apertura sembra mettere le cose in chiaro, questo è un lavoro pop-rock nostrano, a tratti cantautorale ma non banale.

Non siamo di fronte alle solite ritmiche, ai soliti riff e ad i classici arrangiamenti che spopolano sul suolo italico, qui c’è di più, molto di più. Andando un pò oltre ecco che troviamo La Banda, un’ode alla musica e alla vita di provincia allo stesso tempo. Una canzone con un’anima funk-rock che quasi spiazza l’ascoltatore. In questo brano l’accostamento naturale e che giungerà spontaneo nella mente dell’ascoltatore è quello con i Red Hot Chili Peppers, e non stiamo esagerando: ascoltare per credere.

Dopo questo viaggio nel funk-rock, Fabrizio ci riporta alla più canonica musica italiana con la splendida Ma Che Gente C’è In Giro e con Da Respirare. Soffermandoci sulla prima di queste due “ballad”, possiamo affermare che è una canzone molto melodica, soffusa, canonicamente pop-rock-italiano dal punto di vista musicale, con un cantato intenso e sentito che esplode nel minuto finale accompagnato dai cori sintetici delle tastiere. Il testo è una vera poesia che palesa lo stato di alienazione dalla società in cui molti artisti e giovani si trovano in questo particolare periodo storico.

La sesta traccia dell’album, invece, intitolata Ikebana, fa un pò da spartiacque tra l’anima chiaramente pop delle prime cinque tracce e l’anima più rock delle successive quattro. Storia a sé fa la title-track posta in coda all’album.

Non ci siamo dimenticati di Andy Warhola, e volutamente accostiamo questa canzone ad Ikebana. Musicalmente sono le due tracce più eclettiche dell’album, con ritmiche davvero ben studiate, con giri di basso coinvolgenti e convincenti. Anche a livello di contenuti entrambe non criticano o denunciano ma elogiano e sottolineano la bellezza dell’arte, dell’importanza di vivere l’arte in tutta la sua essenza, fino in fondo, senza porsi domande, assaporando a pieno il momento.

I successivi tre pezzi, Sotto La Croce, Aspettando Il Vip e Benvenuti Tra I Rifiuti, sono tre brani rock per eccellenza. Musicalmente tosti ed eleganti, con un cantato incazzato, polemico ma sempre ben curato e strutturato.

Particolarmente originale è d’impatto il testo di Aspettando Il Vip, che critica in maniera forte e decisa chi spreca la propria vita a venerare i feticci moderni dello star system. Benvenuti Tra I Rifiuti non è da meno: un testo al vetriolo, che in America farebbe meritare a Fabrizio un bel bollino Parental Advisory Explicit Lyrics sul fronte dell’album, ma ogni singola parola è ben dosata e collocata per urlare tutta la rabbia e la frustrazione nei confronti di una classe politica ancor oggi (più che mai!) corrotta e marcia. Musicalmente è una canzone potente e distorta, con un muro sonoro che eleva il più in alto possibile un testo dai contenuti forti.

In conclusione ecco giungere Oggetti Del Desiderio, la title-track. Questa canzone, come abbiamo detto, è storia a sé: è un’appassionata ed intima narrazione dei desideri che furono dell’artista, un brano in cui viene narrata una vita segnata da aspirazioni, delusioni e viene palesata la voglia di continuare sempre e comunque nonostante tutto perché alla fine “… l’importante è sapere che almeno posso donarti i miei desideri”.

Complessivamente Oggetti Del Desiderio è un album suonato, cantato e narrato con commovente forza e passione, e rappresenta la summa artistica di un ottimo musicista che forse proprio per la sfortuna di essere nato a Correggio e non a Liverpool o Manchester non ha mai sfondato veramente. È un lavoro che ha tutte le carte in regola per entrare di diritto nel mainstream musicale nostrano anche se non sembra impresa facile. Come mai un album con questi contenuti, con arrangiamenti impeccabili e suonato da musicisti straordinari non arriva in cima alle classifiche di vendita? Le risposte sono tante ma quella più evidente potrete darvela da soli con un piccolo esperimento: dopo aver ascoltato questo disco, accendete la radio e sintonizzatevi per mezz’ora su una qualsiasi stazione radio italiana, e capirete la risposta.

GABRIELE CARUOLO

Recensione “Oggetti del Desiderio” su Viva Verdi-il giornale degli Autori e Editori

OGGETTI DEL DESIDERIO
Lo Scafandro/Lunatik
Cantante, musicista e deejay, Fabrizio “Taver” Tavernelli
…ha frequentato per anni le scene della musica
alternativa prima con gli Afa e il Consorzio dei
Produttori Indipendenti poi con progetti legati alla
dance e all’elettronica. Questo è il suo primo album
di pure canzoni, nove brani più una cover, Benvenuti
nei rifiuti, una canzone-manifesto di Faust’O,
datata 1976. Pop-rock di buona fattura in bilico tra
canzone d’autore e frenesia elettrica, cronache
quotidiane, reportage su quello che ci sta accadendo
intorno, punti di vista sui personaggi d’oggi,
ragazze di call center e appassionati di ikebana.
Egoismi, integralismi e allucinazioni tipiche di questi
nostri tempi difficili.

Sabato 15 Gennaio-Fabrizio Tavernelli+Atomika Kakato @ Calamita (Cavriago-RE)

SABATO 15 gennaio FABRIZIO TAVERNELLI
Sarà una serata molto speciale, quella con cui sabato 15 gennaio riprenderà l’attività live del circolo Arci Calamita di Cavriago (RE): durante questa data della rassegna “Live in Kalporz”, infatti, si celebrerà la nascita di una nuova etichetta musicale, Lo Scafandro. Dietro a questa nuova label ci sono Roberto Fiorello Fontanesi, Giancarlo “Namo” Marchi e soprattutto Fabrizio Tavernelli, un musicista che ha attraversato diverse epoche della musica indipendente italiana, a partire dalla metà degli anni ’80 con gli En Manque D’Autre, proseguendo nei ’90 con gli AFA e la bella avventura del Consorzio Produttori Indipendenti, per poi approdare dal 2000 in poi ad una miriade di progetti (Ajello, Groove Safari, Duozero, Roots Connection, Babel). Sarà proprio Fabrizio Tavernelli a salire sul palco del Calamita per presentare il suo nuovo disco, “Oggetto del desiderio”: il primo, in oltre vent’anni di musica, che Taver firma col suo nome e cognome. E non è un caso: “Oggetto del desiderio” è un disco di semplici canzoni, suonato, essenziale, nudo nei suoni come nelle parole. Canzone d’autore, pura e semplice, che non si nasconde più dietro i mille suoni che Taver ha esplorato negli anni. Ad aprire la serata, un altro progetto musicale uscito per Lo Scafandro: Atomika Katato, ispirati dalla vecchia new wave, con un suono che sa di Cure, Joy Division e XTC. I suoni de Lo Scafandro sono quelli di una nuova avventura musicale: «Grazie allo scafandro – dicono i fondatori dell’etichetta – possiamo esplorare e scoprire nuovi mondi, nuove realtà, nuovi suoni. Dentro a uno scafandro possiamo sopravvivere in situazioni ostili, dove non c’è ossigeno. Possiamo dunque resistere alla deriva culturale del nostro piccolo mondo, alla mancanza di spazi,scendere sottoterra per osservare da vicino cosa si muove sotto, per fare emergere quello che pare sommerso, che apparentemente non esiste».
a cura di Live in Kalporz
ingresso 6 euro (con tessera ARCI) – dopo il concerto dj Gaido (new wave) ad ingresso gratuito
http://www.myspace.com/fabriziotavernelli — http://www.loscafandro.it