Recensione su IL MUCCHIO

Il MUCCHIO – “Tavernelli allo scoperto”

All’interno del nostro panorama musicale indipendente, Fabrizio Tavernelli è sempre stato molte cose : negli anni Ottanta leader degli En Manque D’Autre, negli anni Novanta alla guida degli Acid Folk Alleanza, poi trasformatisi in A.F.A., e nomade psichico (autore di articoli trasversali su “Il Maciste”, rivista ufficiale del Consorzio Suonatori Indipendenti), il musicista ha dato vita nel decennio successivo al taglia-e-cuci di Groove Safari e al blues in salsa tecnologica di Roots Connection. Ma è la prima volta, in ormai venticinque anni di onorata carriera, che l’artista di Correggio decide di pubblicare musica a proprio nome, lasciando da parte le sigle. Nell’esporsi direttamente si accolla un ulteriore rischio: fare musica pop, tralasciando (almeno al primo ascolto) gli aspetti più disturbanti e dadaisti della sua personalità musicale, forse per la prima volta accantonati in maniera così netta. Oggetti del Desiderio, appena pubblicato da Lo Scafandro, potrà far storcere il naso a qualcuno, ma è senza dubbio un esempio interessante di mainstream pop visto attraverso gli occhi di chi non appartiene geneticamente al settore ma due o tre trucchetti li ha comunque appresi,. E poi, al di là della linearità percepita in superficie, non si può certo dire che il funk-rap de La Banda o la resa rock di Benvenuti tra i rifiuti di Faust’O siano esattamente la solita roba.

Alessandro Besselva Averame

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