Concorso Augusto Daolio 2011 – Premio Scafandro – Terza Serata

Prima regola per essere una band: il gambero no!  I passi indietro meglio di no. Ci sono serate dove è difficile trovare molti spunti, questa è una di quelle. Però l’amore per la musica si vede anche dall’amore per il canto. Si certo, magari a chi si aspetta sempre di vedere e giudicare l’amalgama di un gruppo, e soprattutto l’emozione che trasmette di primo impatto, il dovere analizzare un nudo cantato su basi e le troppe cover subito spiazza un po’, però l’oggettiva bravura è fuori discussione. Bisognerebbe anche non rimarcare troppo una assenza, se si gioca con uno in meno di solito ci si impegna di più. Il sostituire il sax con il tastier-sax potrebbe creare scompensi psichici a chi ha un equilibrio instabile: mi sono scoperto a cercare il sassofonista nascosto in una quinta. Stavo chiamandomi da solo la neuro. E poi il gambero: a distanza di un anno li avrei voluti rivedere un po’ più duri e quadrati, anche se poi un pezzo ha un ritornello davvero canticchievole. Ai protagonisti di tutte e tre le esibizioni, vuoi per il talento canoro, vuoi per le idee, vuoi per l’entusiasmo (e anche le belle cravatte chiare della sezione ritmica) dico solo che spero di rivederli tra un po’ pieni di successo e che mi vangano a dire: “visto che non ci capisci una cippa!” Le percentuali a decrescere: 41,36% – 33,80% – 31,70%

Concorso Augusto Daolio 2011 – Premio Scafandro – Seconda Serata

Premio Scafandro seconda serata 04/04/2011

La serata è stata caratterizzata da molta sincerità. What you see is what you get. Ogni gruppo aveva si dei riferimenti precisi ma ben amalgamati e portati con molta naturalezza all’interno di canzoni proprie. Presentate forse un filo di non troppa sobrietà in qualche caso. Ad un certo momento mi è venuta in mente una canzone di un gruppo torinese, conosciuto ma non troppo affermato e quella canzone mi è piaciuta molto. E tra l’altro bella la voce. E poi Reggio metropolitana, un concetto che potrebbe sembrare astratto, ma poi perché? E se l’impianto suona è già un mezzo merito in più del gruppo, anche se la formazione è minimale. Le batterie, vere o finte che fossero, uscivano bene. A un certo punto ci siamo sorpresi a sudare. Un po’ di maturazione e un po’ di quadratura in più, ma sopratutto tempo e prove. E le pause, tra un pezzo e l’altro, vanno curate. Le armonizzazioni di un gruppo erano veramente interessanti, diremmo di puntarci anche di più. Le percentuali, sempre a decrescere, della serata: 51,88% – 40,19% – 33,91%

Concorso Augusto Daolio 2011 – Premio Scafandro – Prima Serata

Premio Scafandro prima serata 29/03/2011

La serata è stata caratterizzata da elementi di teatralità e momenti in cui c’era grande sforzo espressivo. Occorre sempre avere un senso della posizione, ovvero bisognerebbe sapere quanta enfasi mettere nella performance relativamente al posto in qui si ci trova e il contesto in cui si suona. Avere dei numeri e non osare abbastanza oppure “forzare” l’espressività fuori luogo sicuramente in entrambi i casi riduce il giudizio. La timidezza non dovrebbe apparire quando si suona, specialmente quando si suona per divertirsi e al tempo stesso per presentarsi nel contesto si di un concorso, ma informale e “amichevole”. In questa serata il gran premio dello strumento è stato vinto dalle chitarre, i riff, le chitarre ritmiche oppure gli arpeggi erano gli elementi dominanti di ogni gruppo. Uno dei tre gruppi si è distinto per uno speciale amalgama sonoro, una gran bella quadra. Per concludere i punteggi in ordine decrescente assegnati sono stati: 52,34% – 51,77% – 24,56%