Concorso Augusto Daolio 2011 – Premio Scafandro – Terza Serata

Prima regola per essere una band: il gambero no!  I passi indietro meglio di no. Ci sono serate dove è difficile trovare molti spunti, questa è una di quelle. Però l’amore per la musica si vede anche dall’amore per il canto. Si certo, magari a chi si aspetta sempre di vedere e giudicare l’amalgama di un gruppo, e soprattutto l’emozione che trasmette di primo impatto, il dovere analizzare un nudo cantato su basi e le troppe cover subito spiazza un po’, però l’oggettiva bravura è fuori discussione. Bisognerebbe anche non rimarcare troppo una assenza, se si gioca con uno in meno di solito ci si impegna di più. Il sostituire il sax con il tastier-sax potrebbe creare scompensi psichici a chi ha un equilibrio instabile: mi sono scoperto a cercare il sassofonista nascosto in una quinta. Stavo chiamandomi da solo la neuro. E poi il gambero: a distanza di un anno li avrei voluti rivedere un po’ più duri e quadrati, anche se poi un pezzo ha un ritornello davvero canticchievole. Ai protagonisti di tutte e tre le esibizioni, vuoi per il talento canoro, vuoi per le idee, vuoi per l’entusiasmo (e anche le belle cravatte chiare della sezione ritmica) dico solo che spero di rivederli tra un po’ pieni di successo e che mi vangano a dire: “visto che non ci capisci una cippa!” Le percentuali a decrescere: 41,36% – 33,80% – 31,70%