Fabrizio Tavernelli Complesso live @ Caztus Cafè-San Martino in Rio (RE) 24/12/2013

Fabrizio Tavernelli Complesso presenta “Volare Basso” per la tua Vigilia Decadente
ore 23,30
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Per la tua notte della Vigilia Decadente, dopo il consumo compulsivo, dopo gli ingozzamenti psicogeni, dopo le competizioni parentali sotto lo stesso tavolo, dopo le attenzioni morbose di Santa klaus, dopo regali tristissimi. Concediti una liberazione, un travaso di bile, un attesa di un evento cataclismatico! A San Martino in Rio, paese famoso per aver basato in tempi di carestia la propria sopravvivenza al consumo di gatti, con la schiuma e i resti delle concerie sversati nel fiume, con musicisti eccelsi da cui noi correggesi abbiamo succhiato linfa!

Via del Corno 25/A, 42018 San Martino in Rio
Via del Corno 25/A, 42018 San Martino in Rio

 

Fabrizio Tavernelli Complesso “Volare Basso” live @ Corti Vivi Film Fest (Soliera-MO)

Giovedì 12 dicembre “volare basso” approda al Cinema Teatro Italia di Soliera per Corti Vivi Film Fest. I brani del nuovo album dal vivo con supporto video di Studiotacco (alias yuri degola)
Giovedì 12/12/2013 ore 21:00
Fabrizio Tavernelli Complesso
VOLARE BASSO
presentazione del nuovo album tra Ali corrotte e scorticamenti di pellicola by Studiotacco
Opening act: NAZEEM feat LIGABUEP
VI ASPETTIAMO AL Nuovo Cinema Teatro Italia

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http://www.artivivehabitat.it/2013/volare-basso/

http://www.artivivehabitat.it/2013/category/cinema/
http://www.artivivehabitat.it/2013/cortivivi/

https://www.facebook.com/events/544282132323841/?ref=ts&fref=ts

PROSSIMA USCITA : VANAMUSAE “COME I CANI”

Per ora e’ partita la campagna musicraiser per la stampa fisica del cd.

Ecco il loro comunicato :

E’ ufficialmente partita la nostra campagna di prevendita per stampare il cd COME I CANI! Sulla nostra pagina musicraiser potrete acquistare il disco o uno dei pacchetti proposti! In ascolto uno degli inediti del CD “IL TEMPO E’ STRONZO”… http://www.musicraiser.com/it/projects/1684-vanamusae-come-i-cani

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Sabato 7 Dicembre – FABRIZIO TAVERNELLI: VOLARE BASSO release party @ I Vizi del Pellicano

https://www.facebook.com/events/631138866929395/?source=1 

 

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via Ronchi Fosdondo 11, 42015 Correggio

INGRESSO LIBERO – TESSERA ARCI – LIVE ORE 22,30

durante la serata distribuzione dei CD (+ eventuali optional) ai raisers della zona che hanno partecipato alla Campagna di Volo….e naturalmente CD disponibile per tutti

Volare Basso, scelta di vita o necessità di sopravvivenza? Dopo anni in cui si è volato alto, troppo alto, fino a bruciare e perdersi nel vuoto un volare senza rotta, senza direzione certa, un volare che è stato soltanto una brama di altezza, un sovrastare tutto e tutti, fino a quando ci si è accorti che invece si trattava di una caduta, un precipitare vertiginoso, uno schiantarsi, una nuova condizione di esseri cadenti e decadenti. Le religioni, la filosofia, la letteratura, l’arte hanno nel tempo rappresentato questo rovinare: angeli caduti dal paradiso all’inferno, volatili mitologici come metafore delle tipologie umane, uomini che hanno sfidato dei, leggi e fisica per rubare il segreto del volare. Fino ai nostri tempi in cui il volare si è trasformato in un gioco di ruolo, in una ennesima fiction, in un reality in cui spiccare il volo o schiantarsi paiono essere le uniche possibilità di una una umanità disperata, in agonia. Il volo, un tempo gesto nobile, liberatorio, che spezza la catene, che fugge la gravità terrestre, ha rappresentato la parte più spirituale, coraggiosa, pura, che ha permesso agli uomini di raggiungere altri stati di coscienza, di cercare altre verità. Il volo sciamanico ancestrale, il volo onirico, il volo psichedelico nelle profondità interiori, i voli fantastici verso altri mondi e universi, il volo negli abissi della follia, il volo poetico, il volo dell’uomo che reagiva ad una condizione svantaggiata per nascita o censo e che faticosamente conquistava una elevazione, una coscienza dei propri diritti.

In questi giorni, in questo tempo io non ho capito se il nostro volare basso sia un rovinare, una strategia, uno sfracellarsi, uno scorticarsi contro i muri della società. Difficile è capire se stiamo ancora volando o se in verità siamo tornati ad un primordiale strisciare, i momenti che stiamo vivendo paiono aver definitivamente tarpato le ali, la creatività, le utopie Già, l’utopia del volo : l’uomo è stato davvero sulla luna? Non ne siamo più così certi, eppure ci abbiamo provato. Abbiamo conosciuto la deriva nello spazio, l’abbandonarsi alle correnti ascensionali, il costruire protesi e veicoli per alzarsi, dalle ali di cera ai veicoli volanti. Abbiamo avuto la possibilità di orbitare, raggiungere il punto più alto, le vette dello spirito, da cui osservare asceticamente quello che si agita in fondo: uomini affannati, vocianti, che si accapigliano per qualche spicciolo in più o per elemosinare qualche ruolo in più nel nuovo sistema a caste della tecnocrazia. Meglio il volo notturno allora, il volo dei pazzi. Ci sono due coincidenze che si intersecano al prendere forma di questo album: la prima è la visione della mostra “Borderline” in quel di Ravenna, una immersione totale, un labile confine tra arte figurativa e follia, opere di artisti che hanno esplorato il lato oscuro del proprio animo, oppure visioni/rivelazioni di internati psichiatrici.

Arterapia, anti-accademia, art-brut, surrealismo, Goya, Dubuffet, Bosch, Brueghel, il manicomio San Lazzarro di Reggio Emilia. La seconda coincidenza è la lettura dei “Bestiari del Medioevo” libro di Michel Pastoureau in cui molte delle caratteristiche umane sono rappresentate da animali. Non a caso il capitolo più composito è quello sugli uccelli o altri animali volanti fantastici. Tra miniature, osservazioni, nozioni e leggende ha preso volo il mio pensiero che ha cominciato a intravedere i suoi consimili nelle spoglie di aquile, corvi, fenici, pipistrelli, avvoltoi, ibis, galli, cigni. Da lì ho cominciato a trovare un percorso nel disco, una ricognizione dall’alto, una tensione tra l’elevazione, tra l’alta quota vertiginosa e l’essere qui e ora, costretto di nuovo alle bassezze della vita, al ritrovarmi nella sottomessa posizione dei miei avi, nel ritrovarmi nella ancora dolorosa prospettiva della visione del sotto in su. Da questa posizione, costretto dalla quotidianità della vita, dal non poter campare di arte e musica, dalle difficoltà economiche e dal disagio della realtà ho cominciato ad osservare il volo basso della musica costretta ad una melensaggine fatta di tuffi al cuore e amore, di svenimenti, un po’ come negli anni ‘50 italiani.

Canzonette da fine regime dove ancora si canta di papere, dove crescono papaveri alti, mentre intorno si aggirano spietati bastardi pronti a fare soldi sul dolore e sulle intime oscenità che si fanno spettacolo televisivo. Anni ‘50, dove però c’erano ancora possibilità di risollevarsi. Quando la musica era ancora ascensore sociale e non questione di casate o passatempi per ricchi annoiati. Anni ‘50 che erano sì un dopoguerra, che però preannunciava un boom economico, che precedevano gli anni ‘60, una stagione di rivoluzioni culturali. Quello dei nostri anni, è invece un dopoguerra infinito tra le macerie di anni di derive culturali, dove non si vede alcuna rivincita, alcuna ricostruzione. Quello che si prospetta è soltanto un immobilismo, un senso di fatalità, una superstizione oscurantista. La fuga pare essere l’unica scelta. Il volare Basso è quello delle Cellule Dormienti, che dopo aver finto una morte apparente per ingannare i nemici o i controlli, potrebbero riattivarsi all’improvviso e cominciare una nuova resistenza? Il Volare Basso è la scelta sciagurata di chi per sopravvivenza, quieto vivere o mero calcolo, abbandona come uno scafista di un barcone di povere anime, i propri ideali, le proprie aspettative, per trasformarsi in un’altra persona, per trasformarsi nel suo peggiore nemico. Irriconoscibile a se stesso. Uno scafista senza scrupoli che trasporta il proprio animo verso sponde dove abbandonare la propria coscienza, il futuro.

C’è invece chi vuole lasciarsi alle spalle le cose. Il frastuono, il troppo pieno,. Un volo, un allontanarsi dal bombardamento di input/informazioni/immagini, un fuoriuscire dalle spoglie di una società che ci ha relegati al ruolo di “consumatori”. E’ il raggiungimento dell’essenziale, certo difficile e solitario, verso le alte vette dello spirito. Ci sono i voli pindarici, le strombazzanti campagne di immagine, il marketing delle grandi opere edificate sul nulla. Ponti svettanti sull’abbandono dei luoghi, sul franare dei sistemi, sulle derive culturali. Ponti e cattedrali come pulpiti per politici che si inarcano minacciosi sul territorio devastato, ponti da cui pendono i cadavere della crisi economica, del default, dello spread. Volare Basso è l’affaticamento, il ritrovarsi con ali corrotte, sbrindellate, consumate, ali inservibili. Tanto da farci sembrare giocattoli rotti, piccoli velivoli che ormai girano su se stessi scarichi, che piegano esausti, abbandonati, che si lanciano nel vuoto senza sapere se questa sarà l’ultima caduta. Fabrizio Tavernelli