Recensione “Old Wave Prophets”

Un fungo AtomiKo!

E dalla parte meno nobile di questo fungo AtomiKo un lampo verde traccia la sua scia sulle scorie del glorioso passato che si è lasciato alle spalle. A bordo quattro supereroi un po’ sbadati occhieggiano straniti dai finestrini socchiusi, nel baule del cronoveicolo  una bagaglio di esperienze e citazioni provenienti per direttissima dagli anni ’80 e l’ironico, fatalista, sprezzante motto:

“I want to die, but not today”.

ATOMIKA KAKATO!

Sono passati più di vent’anni, la scarsa tenuta delle guarnizioni aperte ha tracciato solchi sui volti dei nostri supereroi, i capelli hanno ceduto allo sbiadire ed i volti hanno acquisito i segni tracciati dall’esperienza, ma i cuori e le menti sono ancora effervescenti come nello scintillante decennio.

Non è un disco per nostalgici, non scimmiotta i gesti in ammiccanti, non si cotona in pettinature strambe, non si perde dietro ad autocompiacimenti che solo le pronunce da anglofoni onanisti possono apprezzare.

E’ una testimonianza, un viaggio andata e ritorno fatto con ironia, senza auto-assoluzioni o prese di distanza da ciò che degli anni ’80 hanno prodotto.

Molto più sincero in quanto le citazioni sono figlie di un onesto affetto, non preconfezionate o reinterpretate da persone che negli anni ’80 erano sì e no state concepite.

SIDE A

1 Sea of my Madness:

Il mare della mia pazzia, il rancore, l’odio.

Il suono Ultravox, le linee di basso e gli echi distorti della chitarra, tutto concorre a dipingere un paesaggio di esclusione in cui le persone faticano a ritrovarsi.

NAUTICO

2 Better days: Il singolo: il pezzo con l’ascolto più immediato dell’album, una chicca che apre col botto e prosegue senza cedere ingloriosamente all’”Easy listening” più a buon mercato.(che bella la batteria in sedicesimi sul ritornello!!!).

PIROTENICO

3 Grossa Sorpresa: Pezzo che affronta i drammi della povertà e della solitudine con piglio ironico.

Di notevole impatto la citazione dell’intro che fa molto “Like to get to know you well” di Howard Jones, ma soprattutto  i cori “Grossa sorpresa, grossa sorpresa by me” sono a “strappamutanda”!

SOSTENITIVO

4 Hello I love you: Tanto per non sottovalutare il potere delle cover! Ricorda con l’onestà intellettuale che i nostri supereroi riconoscono alla loro musica l’operazione “Devo-I can’t get no satisfaction”

INQUIETANTE (da interpretare il diario del viaggio nei bar Marocchini…:-o!!!)

5 Extraordinary average: “Ein, zwei, drei, vier!” Quando la media esce dalla mediocrità per diventare straordinaria e al belloccio di turno capita di inciampare nei laccetti delle scarpe. Il tempo parte cadenzato per concedersi all’ascoltatore sulla strofa e ripartire verso il ritornello e poi…“Ein, zwei, drei, vier!”

CADENZATO

SIDE B:

6 Popococa: “Dimmi quanta cacca e coca dentro al Po…un bel po’!” L’ambientalismo e la nostalgia dei film in bianco e nero in cui Don Camillo faceva il bagno nelle acque del Grande Fiume ancora che ci è così vicino ma dal cui odore vorremmo stare così lontano.

NOSTALGICO

7 Ugly: Quando l’afflato tra due anime si scioglie e resta la Play Station per sopperire al vuoto delle emozioni. Qualcuno potrebbe citare i Joy Division e il nichilismo esistenziale, io comunque non lo farò e mi limito a sostenere che prima di scrivere queste mie parole ho ascoltato un pezzo magnifico.

CONFIDENZIALE

8 Windows Song: La sezione intimistica è volta al termine, e via con una canzone che sa tanto di protesta!

Il supposto genio di Gates messo in croce dall’elencazione delle frustranti incongruenze del sistema operativo che opera ma quasi mai come vorremmo noi. Yankovic apprezzerebbe.

CONTESTATORE

9 Wrong Song: La parte delicata dei nostri eroi senza macchia e senza paura viene a galla, denuda la sua anima per l’ascoltatore e rende i nostri crononauti più simili a noi comuni mortali, echi dei Cure si mischiano alla nebbia di Fabbrico che tanti spunti regala alla dimensione onirica.

RIFLESSIVO

10 Atomikakato: Title track e pezzo di autopresentazione del gruppo, dotata di un buon “tiro” questa canzone fa pensare alla gestione ed allo smaltimento dei rifiuti, siano essi radioattivi, organici e esistenziali. AUTOREFERENZIALE

In definitiva, un CD che ha tanto il sapore di un remember, ma che dalla ricerca dei suoni vintage non mostra nessuna reticenza a tenere compagnia all’ascoltatore che abbia voglia di rispecchiarsi ancora in codici musicali che i più miopi definiscono “sorpassati”, ma cha tuttora mostrano la brillantezza ed il brio di un decennio che tanto ha regalato ai padiglioni auricolari più raffinati.

La produzione e la registrazione hanno un po’ di suono “casareccio”, ma d’altronde è nel “casareccio” che si esalta la vera arte, un po’ come confrontare il ragù fatto dalla mamma (un po’ di noce moscata, un pizzico di sale, carota e sedano quanto basta) con il ragù Star con gli ingredienti assolutamente quantizzati e nessuno spazio alla fantasia…i paragoni li lascio al lettore!

Alessandro Cantoni

Atomika Kakato – Recensione su firelive

Atomika Kakato “Old Wave Prophets”

Lo Scafandro (2010)

In the city of Correggio, north of Italy, there’s a very original band called Atomika Kakato based on the sound of the 80ies (Joy Division, Alberto Camerini, Cure) with a personal British touch. Arrangements and production are fine and the vocal style is pretty good; nice ballads with joyful sounds, funky drumming, this is all about “Old Wave Prophets”, something definelty well done in underground independent new wave landscapes of modern times. Just kep in mind, Atomika Kakato haven’t made something new, but they tried to bring a modern point of view about how it is to play today new wave music. Post punk, a bit of italo stuff, keyboards Camerini’s style and atmospheres flavoured of the movie “Neverending Story”, here you go with a big pack of dynamic infuences and different roots. A provocateur record that you should pick up if you wanna have fun. Right? Here you go with Atomika Kakato…remembering rock ‘n roll robot!

9/10

http://www.firealive.it/reviews/reviews_a/reviews_a11.html

sabato 27 novembre-LO SCAFANDRO showcase – live di Fabrizio Tavernelli e Atomikakato-i vizi del Pellicano

Presentazione de “Lo Scafandro” nuova etichetta indipendente reggiana. La nuova creazione di Roberto”Fiorello”Fontanesi, Giancarlo”Namo”Marchi e Fabrizio “Taver” Tavernelli. “più che una nuova etichetta discografica, è una costruzione astratta, una casa instabile e semovente, una opera d’arte collettiva, in divenire, bislacca”.  Durante la serata doppio live di Atomika Kakato e Fabrizio Tavernelli, performances, visioni e marketing gravitazionale. Ingresso gratuito con tessera arci i vizi del Pellicano via Ronchi Fosdondo 11 Correggio- dalle ore 22.00 – 28 novembre alle ore 3.30

Atomika Kakato in arrivo!!

ATOMIKA KAKATO

“Old Wave Prophets”

Etichetta;  Lo Scafandro

Distribuzione; Wondermark

data di uscita; 14 gennaio

Profeti della old wave. Sin dal primo ascolto si capisce da dove arrivano e cosa vogliono riproporre Atomiko Kakato. Una formula musicale che rimanda a un immaginario intriso nel sound anni 80. Gli anni 80 della new wave inglese. La voce, un po’ spezzata come piaceva alle band wave d’oltre manica, è un indelebile punto di contatto con il decennio che già moltissime nuove leve della terra d’Albione saccheggiano in questo periodo. Gli arpeggi e le linee di basso sono la naturale prosecuzione di gruppi come Cure, Joy Division. Ma in particolare quell’andamento spigoloso di molti brani del disco di Atomico Kakato rimanda a band come XTC.

D’altra parte non poteva che suonare così il disco di questa band e del secondo disco della neonata etichetta Lo Scafandro.

Già, perché dietro Lo scafandro agiscono personaggi come Fabrizio Tavernelli e Roberto Fiorello Fontanesi. Gente che ha dato vita a un gruppo come A.F.A., che ha lavorato in label storiche come I dischi del mulo, che ha collaborato con artisti come Massimo Zamboni e Giovanni Ferretti (ex CCCP).

Oggi, a trent’anni di distanza dal periodo d’oro cui si rifanno, con un approccio disincantato e scanzonato ci regalano una manciata di brani ben costruiti e un’esilarante versione wave di “Hello I Love You” dei Doors che ha il sapore di un’altra cover storica degli anni 80 (“Satisfation” rielaborata dai Devo).