Impresa Gottardo “solo trafori” uscita primo EP a Ferragosto

 

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Per le tue interminabili code in autostrada, per la tua dose di traffico da bollino nero, per il tuo grande esodo : 
IMPRESA GOTTARDO “solo trafori” 
collaudato e revisionato da 
Jean Paul Lazare & Philippe Taverio
in uscita il 15 Agosto su Lo Scafandro
disponibile nei migliori autogrill e su iTunes, amazon, deezer, spotify…
Mini-Cd in vendita a 5 euro (più spese di spedizione) per ordini > taver65@virgilio.it e info@loscafandro.it
(maggiori info su isoradio)
tracklist : 
-ti brucio
-trafori
-audace
-amore kazako
-autostop

 

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Impresa Gottardo è la nuova opera di ingegneria musical-autostradale progettata in scioltezza da Jean Paul Lazare e Philippe Taverio.
Dietro i segnali intermittenti di blocco del traffico, tra catarinfrangenti, abbaglianti e tunnel aerodinamici, si celano, come solo la polizia stradale può fare: 
Don Cico Maestro di Vita (Jean Paul Lazare) già cult-hero della scena dance italiana negli anni ‘80 con alcuni successi come “Coccobello” e “Walking to my Slang” prodotti dagli storici Blackbox.
Taver (Philippe Taverio), coinvolto in diverse band italiane tra new wave e elettronica (tra i vari gli AFA) e metà del duo Ajello, uno dei nomi di punta della rinascita della Italo-Disco da esportazione.
I due si conoscono dai primi anni ottanta quando insieme diedero vita all’oscuro gruppo electro-postpunk Dark Age. Si sono di recente ritrovati nell’ultimo album di Ajello “Smells like too Cheesy” grazie al brano “Sabrer” cronaca e celebrazione degli eccessi e dell’edonismo ottanta.
Impresa Gottardo nasce dopo un viaggio in Svizzera in occasione di una esibizione a capodanno, finito davanti al traforo del Gottardo chiuso per un incidente. L’epilogo dell’avventura ha un suo epico spleen nella visione di Jean Paul e Philippe, seduti in un autogrill deserto mentre fuori il cielo si illumina di botti e fuochi d’artificio per l’anno nuovo.
Dopo questo viaggio finito davanti al Gottardo, come una sorta di coitus interruptus, e dopo l’accettazione da parte di Philippe delle teorie Zen-Buddiste di Jean Paul atte a spiegare l’azione di cattivi demoni personali, come di una testimonianza di una strada difficile ma giusta e di successo necessariamente da compiere. I due danno vita a un viaggio metaforico tra muzak per autogrill, eurodance, romanticismi veneziani, erotismo estremo da balera di provincia, disco-trash affrontato con coscienza camp.
Il tutto sotto il motto di “Volevamo uscire dal tunnell ma non ci siamo mai entrati!”

Venerdì 24 Luglio – “Se Memoria non ci inganna” – Recital di musica e parole di e con Elisa Lolli & Fabrizio Tavernelli Complesso

 

Trovarsi al cospetto della Memoria e porre domande. Sul nostro passato e sul nostro futuro. Capire se il lungo cammino di Liberazione, di Rivendicazione ed Emancipazione Sociale, di Lotta per la Libertà e per i Diritti sia giunto a compimento. Chiedersi se durante il percorso non ci sia stato un tradimento. Ideali, utopie, speranze, impegno, umanità sono ancora presenti nel nostro agire nel mondo, nel nostro quotidiano o sono soltanto parole svuotate di significato e relegate ormai a fredde e innocue celebrazioni per rassicurare la nostra coscienza?
Organizzato da ANPI Campagnola e CGIL presso Festa PD Campagnola Emilia

https://www.facebook.com/PD.CampagnolaEmilia

Sabato 18 Luglio – Fabrizio Tavernelli Complesso @ Dada Summer Festival (Correggio)

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Brandelli di volo basso dagli album solisti e qualche fugace ripescaggio dalle macerie degli AFA. Tutto questo prima di prepararsi ad un autunnale nuovo progetto discografico. 

A Correggio in via fazzano ( zona campo sportivo / piscine)

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Disco-Bolo n.3 videorecensione di “Trout Mask Replica” di Captain Beefheart su Artmaker Web TV

Terza assimilazione su Disco-Bolo su ArtMaker Web Tv. Questa volta parlo di “Trout Mask Replica” di Captain Beefheart. Sovvertire la musica armonica usando gli strumenti come mezzi diagnostici.Improvvisazione, anarchia, astrazione, delirio, caos. Tutto questo in uno dei dischi più bizzarri dell’avant-rock. Fast’n’bulbous!

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L’improvvisazione, l’anarchia, il caos musicale di “Trout Mask Replica” di Captain Beefheart & His Magic Band, ascoltato, analizzato, assimilato e raccontato per voi da Fabrizio Tavernelli nella terza scheggia musicale/intellettuale del suo Disco-Bolo. VIDEO

https://www.youtube.com/attribution_link?a=tBf_Py0_S4I&u=%2Fwatch%3Fv%3Db0VAH481IAg%26feature%3Dplayer_embedded

http://www.artmaker.tv/disco-bolo-03/

Remix di IRRS per Nazeem “The perfect funeral song”

 

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Fuori ora su Orphanology Records(www.orphanology.bandcamp.com), l’etichetta di Drekka,da Bloomington, Indiana,USA,il nuovo disco di Nazeem, “The perfect funeral song”. 4 pezzi,una lunga suite ambient-rock e 3 remix ad opera di Irrs(Fabrizio Tavernelli, Yuri Degola e Antonio Denti), Kokomo e Autobam / Simone Lalli. 
Disponibile in download e in cd-r

“Moondog, il vichingo della 6th Avenue” uno scritto di Tavernelli su Piazza Grande

 

Moondog, il vichingo della 6th Avenue
Quando si parla di musica di strada il primo pensiero va a qualcosa di popolare. Eppure nella strada sul finire degli anni ‘40 prendeva forma una sorta di avanguardia popolare che fondeva concetti colti con l’urgenza quotidiana. Interprete di questa alchimia è il bizzarro Moondog (all’anagrafe Louis Thomas Hardin) musicista, compositore, esperto di cosmologia, poeta. Una figura unica nella storia della musica del 900. Altrettanto unica la scelta di fare della strada il suo palcoscenico. Cieco dall’adolescenza visse per anni nelle strade di New York, facendone la sua casa, il luogo in cui nascevano le sue composizioni. All’incrocio tra la 53° e la 6° Avenue a Manhattan il pubblico cominciò a conoscerlo, ad assistere alle sue esibizioni, a comprare i suoi spartiti. Lui vestito come il dio Thor, ispirato dalla mitologia norrena grazie alle sue gesta musicali divenne The Viking of the 6th Abvenue. In gioventù aveva avuto qualche insegnamento musicale nelle scuole per ragazzi non vedenti ma essenzialmente il suo sarà un percorso da autodidatta..Cosa che non precluderà la sua originalità ed una capacità compositiva che lo porterà a toccare territori dell’avanguardia. Dagli interessi iniziali verso le musiche dei nativi americani, le sue composizioni andranno ad inglobare i suoni della città, ritmi sghembi, elementi poliritmici vicini alla scuola minimalista americana. Spesso sono sinfonie pastorali, madrigali, musica da camera, creata con strumenti autocostruiti. A volte è come ascoltare musiche esotiche di civiltà perdute. E’ avanguardia popolare composta e suonata in tempo reale dallo street performer di New York che come in uno di quei piccoli vortici che fanno mulinare la spazzatura nelle strade mescola cori di voci a spirale, Erik Satie ma in modalità “concreta” e seppur in chiave stradaiola si avvicina ad un altro maestro della ricerca timbrica, Harry Partch. L’opera di Moondog oltre che affidata ad esecuzioni estemporanee tra passanti indaffarati, sarà raccolta in innumerevoli album pubblicati tra i tanti, dalla Prestige e grazie all’interessamento del direttore della NY Philarmonic. Un buon inizio per conoscere questo Vikingo è partire dall’ascolto dei primi album a suo nome, naturalmente dopo aver indossato un elmo con tanto di corna.

La registrazione del recital “Il Vento in Faccia” a puntate su Artmaker Web TV

http://www.artmaker.tv/il-vento-in-faccia-recital/

https://www.youtube.com/attribution_link?a=v3OHZczPC5E&u=%2Fwatch%3Fv%3DbHFTQXw_bco%26feature%3Dplayer_embedded

https://www.youtube.com/attribution_link?a=Ic69Yf3uB68&u=%2Fwatch%3Fv%3Dn5KMdSHoSZw%26feature%3Dplayer_embedded

https://www.youtube.com/attribution_link?a=Tv63kSRr3pQ&u=%2Fwatch%3Fv%3DBEUIDkmN7fk%26feature%3Dplayer_embedded

https://www.youtube.com/attribution_link?a=pY0bQjhx244&u=%2Fwatch%3Fv%3DhhHKO7cqdmY%26feature%3Dplayer_embedded